Qualche sera fa. Scambio furibondo di messaggi Pupa/Tempesta.
Pupa: Sto uscendo con XXX. Però amo G.
Tempesta: L'importante è che ci sia coerenza.
Pupa: Beh sì. E che Tempesta mi sia testimone.
Tempesta: Sempre.
E non dite che non ci impegnamo....
Niente di troppo pretenzioso che tu già non sappia.
Solo...
Buon compleanno...
..e la serenità nei giorni a venire....soprattutto in quelli più prossimi...
io che tevebe...
Lei a Roma. Io a Bari. Apro la posta e mi ritrovo questa foto scattata da lei nell'Urbe. MI sono commossa.
Lei a Roma. Io a Bari. Premetto che non ci facciamo mai squilli. Decido di farlo quando era in corso una delle telefonate più dolcemente importanti della sua vita. La Tempesta è sempre dappertutto (forse troppo?!?!?!)
E quando vado ai concerti e vedo sul palco taluni musicanti il mio pensiero vola a lei.
Questo sì che è amore.
E chissà se quel pulmann l'hai preso di già...nel caso buon viaggio...
Altro scambio pomeridiano di sms (evidentemente è in questa fascia oraria che diamo il meglio di noi):
Tempesta: "Meglio che non ti dica come ho il morale. Mi fa schifo."
Pupa: "Come si chiama?"
Tempesta: "Chi?!?!?!"
Pupa: "No, non lo accettare?!?!"
Tempesta: "Scusa ma di che parli?!?!"
Pupa: "Hai detto che hai conosciuto un tipo su maispeiss che ti fa schifo."
Tempesta: "Ho detto che il mio morale mi fa schifo."
Pupa: "Sono morta di risate."
Potevo mai privarvi di tale spettacolo circense?!?!
Scambio pomeridiano di messaggi (ode alla Vodafone che accorcia sensibilmente le distanze in determinati periodi dell'anno):
Tempesta: "Venerdì vado al concerto dei Motel Connection. Ho i bigliettiiiiiiiiiiiiii!!!"
Pupa: "Il mondo è nostro."
Se solo prendessimo appunti su ogni singola cosa che ci diciamo o scriviamo, si capirebbe la rarità di persone come noi. Che anche nei momenti più ruvidi - che non si sa perchè avvengano sempre in contemporanea - riescono a stendere l'anima, a sdrammatizzare, a convincersi che si tratta solo di una nuvola rapida. Anche se troppo spesso se ne registrano ritardi sui tabelloni.
Io che tevebe. Tu che me vevebe.
Non ci crederai, ma stavo guardando lo speis dei TakeThat (che, per inciso, non mi piacevano neppure quand'ero piccola).
SONO TRISTI!
Ma insomma... le foto dei BeeHive sono di gran lunga migliori. E poi c'hanno quest'aria molto Seventies (ma quann mai?!?) e il nano biondo poi c'ha una camicia grezzissima di velo, molto auanasghé.
Bah.
Non credo poi abbiano tali e tante velleità artistiche... visto che mi sa che in 4 solo uno sa suonare la chitarra. A sto punto lo mettevamo su noi un gruppo.
E che gruppo, cispio..
E vaghiamo, vicine, lontane, affannate, incredule, affogate in proposte che non sapevamo potessero mai essere formulate, affascinate da ciò che non è mai stato noto, amanti della zoologia, novelle redattrici della posta del cuore, invase dal corso degli eventi che...è proprio vero, ti sorprende quando ormai avevi perso le speranze....ma alla fine cosa è del nostro animo è cosa sempre troppo ardua da comprendere...o forse mai nessun Edipo ne risolverà l'arcano enigma...condannate a questa altalena eterna di emozioni...
...e intanto mi godo la voce di Samuel che intona The power of Love...ritornando alla solita questione della canzoni...mai, e dico mai, per caso....tsk..
Non c'è bisogno di commenti lacuni. Ringrazio ufficialmente Heelo per avermi dato l'occasione di fondermi il cervello con quest'altra cosa.